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Palfrizzoni premia i locali no slot

Sconto sulla Tares o contributo per i gestori che rifiutano le macchinette.

Articolo di Silvia Seminati, Corriere Bergamo, 9 luglio 2013.

Contributi o sgravi fiscali sulla Tares (tassa rifiuti e servizi) a bar e tabaccherie senza slot machines. Il provvedimento è stato votato ieri sera dal Consiglio comunale, che dà così un’indicazione al sindaco e agli assessori. Toccherà poi alla giunta concretizzare l’iniziativa. «La proposta è sostenibile dal punto di vista finanziario – dice l’assessore al Bilancio Enrico Facoetti -. Nelle prossime settimane faremo le necessarie verifiche tecniche per capire qual è la soluzione migliore per rendere concreta questa indicazione».
Dal dibattito consiliare di ieri sono emerse anche altre iniziative bipartisan su questo tema. Sindaco e giunta dovranno impegnarsi a richiedere alle società in house o a partecipazione comunale di non vendere più spazi pubblicitari alle aziende del gioco d’azzardo. Questo significa, per esempio, che Palazzo Frizzoni dovrà chiedere ad Atb di non fare più pubblicità, sui suoi pullman, ad attività riconducibili al gioco d’azzardo. È anche previsto che non vengano affisse pubblicità negli spazi del Comune affittati ad altri enti, ad esempio in piscina o al Polaresco. Il Comune si impegna pure a sostenere i cittadini e i comitati nella loro azione di contrasto all’apertura di nuove sale slot sul territorio e a chiedere la convocazione del «Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico».
In questo modo Palafrizzoni potrebbe affrontare il tema direttamente con la questura, che è l’istituzione che decide sulle autorizzazioni a videolottery e slot. Consiglieri e assessori hanno anche approvato, però con qualche perplessità, un ordine del giorno proposto da Simone Paganoni (Lista Bruni-Patto Civico) che invita l’amministrazione a prendere contatti con il questore perché passi al Comune la facoltà di decidere gli orari di apertura e chiusura di questi locali. «Così – dice il consigliere – potremmo decidere noi di ridurre l’orario di apertura dei locali: meno ore significano minori incassi. E i gestori sarebbero incentivati a togliere le slot per poter lasciare aperto più a lungo il locale». Le perplessità sono legate all’efficacia di questa richiesta. «Proviamoci – dice il capogruppo del Carroccio Alberto Ribolla – ma mi pare difficile che il questore lasci la delega al Comune».
Le opposizioni hanno votato contro soltanto all’ipotesi (voluta dalla Lega) di concedere sgravi fiscali sulla Tares per i locali no slot. «Dal punto di vista della legittimità – dice l’ex sindaco Roberto Bruni – mi pare impraticabile. È chiaro che è un ordine del giorno e non una delibera, quindi è soltanto un indirizzo e non prevede nemmeno la richiesta del parere di legittimità, però sarebbe sbagliato votare un provvedimento inutile, che non potrà mai essere tradotto in realtà». D’accordo con lui anche Marco Brambilla (Pd): «Ci avete sempre detto – spiega – che non era possibile ridurre la Tares». Unica voce fuori dal coro, Vittorio Grossi (IdV), che si è astenuto su tutti gli ordini del giorno: «Il mio – spiega – è un voto di protesta. Noi qui stiamo facendo solo la bella faccia, invece la situazione va seriamente risolta a Roma. Per esempio, noi abbiamo fatto già un regolamento comunale che vieta l’apertura di questi locali vicino alle scuole o alle chiese, ma è inefficace. Tocca al governo risolvere il problema».

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GAME OVER – Disponibili i contributi e i file audio della serata su slot machines ed emergenza sociale

Hanno partecipato alla tavola rotonda:

Riccardo Bonacina, direttore del mensile “Vita”

Eugenio Comincini, sindaco di Cernusco sul Naviglio

Giorgio Gandola, direttore del quotidiano “L’Eco di Bergamo

Marco Riglietta, direttore del Dipartimento delle dipendenze della ASL di Bergamo

Lorenzo Basso, deputato ed estensore della Legge regionale ligure per il contrasto del gioco d’azzardo

Giorgio Gori, presidente dell’’Associazione InNOVA BERGAMO e moderatore della serata 

 

Rielaborazione scritta della serata

 

Di seguito i singoli contributi di tutti gli ospiti:

File Audio Introduzione alla Serata di Giorgio Gori

File Audio Intervento di Riccardo Bonacina

File Audio Intervento di Eugenio Comincini

File Audio Intervento di Giorgio Gandola

File Audio Intervento di Marco Riglietta

Presentazione di Marco Riglietta

File Audio Introduzione di Giorgio Gori

File Audio Intervento di Lorenzo Basso

File Audio Introduzione di Giorgio Gori

File Audio Conclusione di Riccardo Bonacina

 

 

«Manifesto anti slot, Bergamo dica sì»

Riportiamo qui di seguito l’articolo di Elisa Riva, pubblicato da l’Eco di Bergamo il 12 giugno 2013.

«Sollecito il Comune di Bergamo ad aderire al più presto al Manifesto dei sindaci contro il gioco d’azzardo. Mi chiedo se non l’abbia ancora fatto per una remora politica». Parole tra il provocatorio e il propositivo. Mittente: Giorgio Gori. Destinatario:Palazzo Frizzoni. Il presidente di InNOVA pone domande alla Giunta sulla posizione che intende assumere rispetto al dilagare dei casinò. Parte dal presupposto che «le amministrazioni locali hanno le mani legate», ma ciò non toglie che «serva un segnale forte nei confronti di chi deve legiferare». E qui la stoccata: «La proposta di legge contro il gioco d’azzardo è stata firmata da tutte le parti politiche,tranne il Pdl. Non vorrei che ci fosse una remora politica per cui il Comune non ha ancora aderito alla campagna di Legautonomie e Terre di mezzo».

Tentorio: battaglia anche nostra
Il sindaco Franco Tentorio non ci sta, e risponde snocciolando quanto fatto sinora: «Siamo molto interessati a questa battaglia, ci siamo mossi per tempo e abbiamo deliberato un regolamento molto severo affinché le sale slot siano lontane da luoghi sensibili». E lascia all’assessore alle Attività produttive, Enrica Foppa Pedretti, la chiosa sul manifesto: «Da mesi sono in contatto con Legautonomie, si è dimostrata un’associazione trasversale che lavora per obiettivi. L’argomento arriverà in Consiglio, è già pronto un ordine del giorno».Gori ha lanciato la «frecciata» nel corso dell’assemblea pubblica «Game over», organizzata da InNOVA, durante la quale esperti hanno analizzato l’emergenza sociale. Riccardo Bonacina, direttore del mensile «Vita», ha evidenziato gli effetti dell’azzardo legalizzato: «È un problema culturale, provoca diseconomie, poiché il guadagno è per pochi, ma brucia il reddito di molti. Devasta il territorio e ha dei costi sociali altissimi». Il direttore de L’Eco di Bergamo, Giorgio Gandola, ha sottolineato l’urgenza della battaglia contro la ludopatia: «È arrivato il momento di alzare il sipario su questo problema con l’arma dell’informazione, ascoltando i cittadini e aiutandoli a superare le difficoltà». Marco Riglietta, del Dipartimento dipendenze dell’Asl di Bergamo, ha ricordato che «dal primo paziente in cura al Sert nel 2005 oggi siamo a 182». La parola è passata, poi, a Lorenzo Basso, deputato del Pd firmatario della proposta di legge contro l’azzardo: «Vieta qualsiasi forma di pubblicità peri giochi che prevedono vincite in denaro e dà ai sindaci l’autorità per concedere le autorizzazioni all’esercizio».

«Un segnale per chi legifera»
Da queste riflessioni è partito il commento di Gori: «Sollecito il Comune ad aderire presto al Manifesto dei sindaci contro il gioco d’azzardo, come fatto già da 140 amministrazioni italiane. Non sarà risolutivo, ma è un segnale a chi deve legiferare». E a proposito della proposta di legge dice: «È stata firmata da tutti i gruppi parlamentari, tranne il Pdl, non vorrei che la mancata adesione al manifesto sia legata a una remora politica. Non vogliamo dire cosa deve fare il Comune, ma avere un ruolo di stimolo». Tentorio ribatte che «l’amministrazione ha molto interesse per la lotta alla ludopatia» riconoscendo però che «la competenza in materia è dei parlamentari». Ricorda che il Consiglio «si è mosso per tempo e ha deliberato un regolamento molto severo che impone alle sale slot di stare a parecchi metri da centri sensibili». Inoltre, Bergamo ha aderito al manifesto attraverso il Consiglio dei sindaci dell’Asl con la firma dell’assessore alle Politiche sociali. E Foppa Pedretti, delega al Commercio, conferma: «Ho contatti con Legautonomie da mesi. Altro che remore politiche. È un’associazione che lavora per obiettivi e in modo trasversale. È in agenda un ordine del giorno proprio su questo argomento, per l’adesione serve una delibera consiliare».

 

 

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Il caso di Cernusco sul Naviglio: «Sale fuori dal centro se non hanno parcheggi»

Dall’ articolo di Elisa Riva pubblicato su l’Eco di Bergamo il 12 giugno 2013.

«Ci sono degli escamotage per contrastare il diffondere delle sale slot nelle città, noi abbiamo trovato un modo». Eugenio Comincini, sindaco di Cernusco sul Naviglio, in provincia di Milano, ha escogitato un modo per evitare che la sua città, in particolare il centro, si riempia di sale slot. C’è riuscito in barba alla legge che dà al questore il potere autorizzativo per l’apertura di centri con i dispositivi di nuova generazione, le video lottery. «Abbiamo inserito nel piano di governo del territorio – ha spiegato nel corso dell’assemblea promossa da Innova – una norma che stabilisce che i locali per poter aprire devono avere un numero di posteggi pari al numero di metri quadri del locale. Il nostro centro storico non ha la disponibilità di questi piazzali e quindi non possono arrivare nuove sale da gioco». Il primo cittadino, consapevole che si tratta solo di un intervento tampone e che riguarda solamente il cuore di Cernusco sul Naviglio, conferma che «questa modalità ci ha consentito di arginare la diffusione dei casinò, soprattutto nel centro». Il sindaco sottolinea che le amministrazioni «hanno comunque le mani legate, perché ogni azione contraria alla normativa vigente può essere portata davanti al Tar» e che «l’unica cosa che possono fare è esercitare pressioni affinché cambi la legge di riferimento».

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GAME OVER – Slot machines ed emergenza sociale

L’Associazione InNOVA BERGAMO organizza un Incontro pubblico sul tema,  Lunedì 10 giugno, ore 21 presso la Sala del Mutuo Soccorso, Via Zambonate 33, Bergamo.

Negli ultimi anni in Italia si è registrata una vertiginosa crescita della diffusione del gioco d’azzardo. Accanto alla tradizionale proliferazione delle lotterie, si sono moltiplicate le sale da gioco ed è cresciuta la presenza delle slot machines all’interno dei bar e dei pubblici esercizi. Complice il contesto di crisi economica, il problema delle ludopatie è diventato una vera e propria emergenza sociale, capace di sconvolgere migliaia di famiglie italiane. Si tratta di un’emergenza che da tempo ha ormai guadagnato le prime pagine dei giornali. Pressati da richieste di maggiori limitazioni, i Comuni sono ad oggi sprovvisti di strumenti normativi efficaci, in grado di rafforzare l’azione di prevenzione e contrasto.

La Provincia di Bergamo è una delle più colpite. Secondo la classifica diffusa da “Il Sole24Ore”, basata su dati Mef, Aams e Agicos del 2011, la nostra provincia è undicesima a livello nazionale per spese nel gioco. Nella bergamasca, tra slot machines e lotterie, viene sborsato quasi il 4% del PIL provinciale.

L’Associazione InNOVA BERGAMO ha deciso di organizzare un incontro su questo tema, invitando a confrontarsi alcune personalità portatrici di diverse esperienze sul campo: quella amministrativa, quella socio-sanitaria, quella del mondo dell’’informazione.

Alla tavola rotonda parteciperanno:

Riccardo Bonacina, direttore del mensile “Vita”;
Eugenio Comincini, sindaco di Cernusco sul Naviglio;
Giorgio Gandola, direttore del quotidiano “L’Eco di Bergamo;
Marco Riglietta, direttore del Dipartimento delle dipendenze della ASL di Bergamo;
Lorenzo Basso, deputato ed estensore della Legge regionale ligure per il contrasto del gioco d’azzardo;
Giorgio Gori, presidente dell’’Associazione InNOVA BERGAMO e moderatore della serata.