Archivi categoria: Idea di città

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Bergamo AAA: Cercasi volontari con tanta voglia di distribuire abbracci

InNova Bergamo è uno dei soci fondatori di  Bergamo AAA,  Associazione di secondo livello che si occupa di rendere Bergamo una città Accessibile, Accogliente e Attrattiva. Le iniziative di Bergamo AAA sono quindi anche nostre iniziative e pertanto provvederemo a diffonderle tra di voi con continuità e tempestività.

Quella di oggi è  molto simbolica e si pone l’obiettivo di abbattere una delle più forti  barriere esistenti: quelle che si creano tra gli individui. Con piacere pertanto vi rivolgiamo il seguente invito.

Bergamo AAA:  Cercasi volontari con tanta voglia di distribuire abbracci

Bergamo Accessibile Accogliente Attrattiva invita tutta la cittadinanza a partecipare all’evento pubblico previsto per domenica 8 ottobre 2017 dalle 15.00 alle 18.00 in centro a Bergamo per ricevere e donare abbracci!

L’iniziativa è un invito ad abbattere le barriere tra tutte le persone, le barriere culturali e le barriere architettoniche. Solo così la città può diventare più accogliente, accessibile, attrattiva.

Vuoi partecipare all’iniziativa?

Ecco alcune indicazioni pratiche:

  • Presentarsi al punto di ritrovo che sarà collocato alle Colonne del Prato, ovvero tra via XX Settembre e il Sentierone, di fronte al negozio Unieuro, dalle 15 alle 15.30.
  • Nell’orario di ritrovo indicato sarà presente un volontario che distribuirà le magliette dell’iniziativa.
  • Una volta indossate le magliette si potrà cominciare ad offrire abbracci alle persone, distribuendo nel contempo i volantini che presentano l’Associazione Bergamo AAA
  • L’azione degli Abbracci e potrebbe durare circa 2 ore – 2 ore e mezza.

Se siete interessati all’iniziativa e avete bisogno di maggiori informazioni potete contattare:

Nicola Eynard 335 6773627

Scarica il volantino di Bergamo AAA

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L’agricoltura urbana e il patrimonio culturale: un beneficio reciproco

L’agricoltura urbana costituisce un grande potenziale per la valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale. Ogni iniziativa di agricoltura urbana, in un paesaggio agrario sia aperto sia urbano, contiene un patrimonio di testimonianze materiali e di significati immateriali da trasmettere, in quanto il paesaggio agrario è una costruzione degli uomini che hanno usato e trasformato la natura in un lungo processo di lavoro durato secoli. Esso ha lasciato tracce, più o meno ampie e più o meno immediatamente leggibili, in tutto il paesaggio agrario contemporaneo sia tradizionale sia industrializzato (…).
La trasmissione e comunicazione delle conoscenze è fondamentale perché il ruolo di patrimonio comune si perpetui: l’agricoltura urbana professionale è utile alla trasmissione sia del patrimonio edificato sia di quello vegetale, e consente la trasmissione della qualità e filosofia di vita legata al mondo agricolo .

Anche l’orticoltura urbana costituisce un grande potenziale di trasmissione del patrimonio di conoscenze perché consente di dare continuità alle permanenze storiche attraverso la riproducibilità delle tecniche orticole: in tal senso la trasmissione delle conoscenze pratiche (che sono parte del patrimonio immateriale) può essere motore della manutenzione del patrimonio materiale ed avere ricadute positive sul patrimonio pubblico.


Il riconoscimento della finalità pubblica può divenire motore della istituzionalizzazione di forme di occupazione spontanea degli spazi, come nel caso degli orti condivisi a Milano e della iniziativa ColtivaMI che ha affidato la gestione di spazi incolti o abbandonati a gruppi di cittadini che se ne sono fatti volontariamente carico, oppure della legalizzazione degli orti abusivi (come nel caso dell’orto del Rey Moro a Siviglia).
Il riconoscimento del ruolo pubblico dell’azione di salvaguardia e trasmissione del patrimonio può infine dar seguito a finanziamenti per la creazione di nuovi posti di lavoro per il funzionamento dell’iniziativa stessa, come è avvenuto negli orti di Miraflores da parte del settore di partecipazione cittadina del comune di Siviglia, che ha confermato da alcuni anni il sostegno economico all’attività educativa.

Una ricerca di AgriRegioneEuropa

qui il testo integrale

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InNOVA incontra ArtiLab

Il 2 marzo 2016 Innova è stata ospite del Gruppo Giovani Artigiani Bergamo presso lo spazio ArtiLab.

ArtiLab e’un progetto che ha l’obiettivo di diffondere la cultura artigiana e l’arte del saper fare riqualificando quegli spazi urbani dismessi per poi restituirli alla cittadinanza con eventi di vario genere, affinché ne giovi il territorio, uno spazio commerciale di circa 250 metri quadrati che i giovani artigiani hanno trasformato in un vero e proprio laboratorio artigiano interattivo, fondendo tradizione, tecnologia e multimedialità.

 Il locale, ristrutturato con l’utilizzo di materiali ecosostenibili, è il punto di riferimento per una serie di iniziative e laboratori dell’artigianato che coinvolgono studenti, imprenditori, professionisti e cittadini. Grande spazio alle nuove tecnologie: all’interno della bottega artigiana è allestita un’area in cui sono proiettati giochi multimediali e interattivi per i bambini e una vetrina interattiva touch-screen che consente ai passanti, digitando sul vetro, di interagire e consultare il programma.

L’incontro, maturato nell’ambito del progetto ‘database Buone Prassi’, si è rivelato un importante momento di condivisione di visioni che ci siamo ripromessi di sviluppare congiuntamente.

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Rammendo e rigenerazione urbana per il nuovo Rinascimento – Convegno Fondazione Italcementi

Periferia_2Sabato 24 gennaio scorso si è tenuto il Convegno annuale della Fondazione Italcementi, dal titolo “Rammendo e rigenerazione urbana per il nuovo Rinascimento”, prendendo spunto dal manifesto di Renzo Piano.

Piano ha infatti fondato il gruppo di lavoro G124 presso il suo ufficio di Senatore a vita a Palazzo Giustiniani a Roma, e con l’indennità paga una squadra di giovani architetti selezionati online che lavora su progetti dedicati ad alcune periferie urbane italiane. L’obiettivo è considerare queste realtà come elementi da valorizzare e da recuperare, immaginando una nuova linea di demarcazione tra città e campagna e uno sviluppo urbano intensivo (in altezza e profondità) e non estensivo (in larghezza, consumando suolo) con l’utilizzo di materiali innovativi e di tecnologie. “Costruire sul costruito”, su impianti industriali e militari dismessi e molto spesso prossimi alla decadenza.

Oltre a Renzo Piano, che ha aperto il Convegno con un videodiscorso, sono intervenuti, moderati dal giornalista Walter Mariotti: l’architetto Mario Cucinella, il filosofo Silvano Petrosino, lo scrittore ed economista Geminello Alvi, l’economista ed editorialista del Corriere della Sera Francesco Daveri, il Presidente di Assoimmobiliare Aldo Mazzocco, il Sindaco di Bergamo Giorgio Gori, l’architetto Michele Molè (progettista del Padiglione Palazzo Italia a Expo 2015) e il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi. Ha concluso Giampiero Pesenti, Presidente di Italcementi.

Per ulteriori approfondimenti:

http://www.fondazioneitalcementi.it/attivita/convegni/rinascimento.html

Rassegna stampa: Eco di Bergamo, Eco di Bergamo 2, Il Sole 24 ore, Corriere della sera

 

 

Bergamo

Conoscere e governare la città che cambia – La domanda di città a Bergamo

L’Associazione InNOVA BERGAMO è lieta di condividere pubblicamente la relazione “Conoscere e governare la città che cambia – La domanda di città a Bergamo”, redatta dal Prof. Matteo Colleoni, professore associato di Politiche Urbane all’Università di Milano Bicocca.

Abbiamo organizzato in queste settimane alcuni incontri a beneficio dei soci, invitando ricercatori ed esperti a discutere su queste tematiche. Abbiamo deciso di divulgare progressivamente i materiali usati nelle nostre discussioni per stimolare in modo ampio ed aperto il dibattito esistente sul futuro di Bergamo, anche all’esterno delle nostre riunioni interne. Nelle prossime settimane pubblicheremo nuovi contenuti e arricchiremo ulteriormente il sito internet.

Ringraziamo il Prof. Colleoni per la disponibilità dimostrata.

Ricordiamo infine che l’Associazione InNOVA BERGAMO ha le porte sempre aperte per tutti coloro che sono interessati a curiosare ed eventualmente ad associarsi. Vi invitiamo a scriverci usando la sezione “contatti” di questo sito.

 

Teatro

A Bergamo un grande Festival per Donizetti. Quello che c’è ha bisogno di un nuovo «format»

L’intervento del presidente di InNOVA Bergamo Giorgio Gori su Corriere Bergamo, 4 settembre 2013.

Un festival dedicato a Donizetti? Ma esiste già dal 2006!
La proposta del maestro Ceccato, intervistato dal Corriere, deve essere apparsa piuttosto bizzarra agli addetti ai lavori e agli appassionati di opera. Dunque il grande maestro era disattento? O in questo caso ha peccato di ingenerosità? Né uno né l’altro, a mio avviso. Scopo principale dell’intervista – perfettamente colto – era quello di mettere finalmente Donizetti, uno dei cinque grandi compositori d’opera di tutti i tempi, al centro del dibattito della città, soprattutto in vista della candidatura a Capitale europea della cultura 2019. Com’è possibile che Bergamo non capisca che Donizetti è un importante veicolo della propria promozione sulla scena internazionale? Altre città hanno saputo valorizzare assai meglio i propri talenti, rilanciando il proprio territorio attraverso un evento di livello. Se il maestro Ceccato non si è «accorto» del Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti, e altri con lui, vale la pena chiedersi cosa sia mancato, visto che esiste da diversi anni. La mia ipotesi è che si tratti di un problema di format, di riconoscibilità e di comunicazione. Il Festival è infatti una creatura di difficile classificazione. Scorrendo il programma 2013 colpisce la quantità e la qualità degli appuntamenti, ed è però difficile riconoscere un inizio e una fine, senza contare che il mix tra opere donizettiane e appuntamenti dedicati ad altri autori rischia di rendere la proposta dispersiva e difficilmente comunicabile. Un festival dovrebbe avere un profilo e una durata più circoscritti. Il variegato cartellone di Bergamo Musica, esteso all’intera stagione musicale, andrebbe cioè distinto da quello del vero e proprio Donizetti Opera Festival.
Per essere percepito come tale, un grande evento dovrebbe necessariamente concentrarsi in non più di tre settimane – probabilmente a settembre – e mobilitare l’intera città. Ovviamente il Festival rientrerebbe nella programmazione più generale, ma se ne distinguerebbe in termini di comunicazione e marketing (essendo in primo luogo indirizzato ad un target do non residenti, come i grandi festival di Pesaro o di Salisburgo). Nel quadro del Festival andrebbe prevista la rappresentazione di almeno un’opera «maggiore» di Donizetti, intorno alla quale costruire una serie di eventi collaterali che attraversino la città (mostre, dibattiti, fino ai menù dei principali ristoranti), oltre ad un paio di opere meno conosciute e concerti di altri autori collegati al grande compositore. Si tratterebbe quindi, principalmente, di dare una confezione decisamente più «vendibile» all’offerta già ben costruita in questi anni. Per tutto questo, dobbiamo attendere il 2019? A mio parere assolutamente no: se vogliamo che l’appuntamento guadagni una riconoscibilità internazionale per quella scadenza è necessario inaugurare ben prima la nuova configurazione, a mio avviso sin dal 2016. Ci vorranno più risorse, ma in una misura non esagerata. Pesaro investe 8 milioni nel festival dedicato a Rossini, ma per ogni euro speso il territorio ne ricava almeno 7. Per il Donizetti Opera Festival (e per l’intera stagione di Bergamo Musica) potrebbero bastare 3,4/4 milioni, con la ragionevole possibilità di attingere alla linea dei finanziamenti FUS specificatamente destinati ai festival e di coinvolgere sponsor privati. Prima di allora però ci aspetta l’Expo. E anche qui, io credo, Bergamo non può avere dubbi: Donizetti è la miglior carta da giocare (seppure non l’unica) per cercare di attrarre una quota del flusso turistico previsto.
L’intervista dell’assessore Sartirani accenna ad un «esperimento di distribuzione intensiva» dei titoli più popolari. Se ben capisco, è esattamente ciò che proporrei. Ai visitatori che da maggio ad ottobre 2015 visiteranno l’Expo, Bergamo deve offrire il «pacchetto» più riconoscibile della produzione di Donizetti: tre opere – Lucia di Lammermoor, Elisir d’amore e Don Pasquale – rappresentate ogni fine settimana per almeno quattro mesi e inserite nei pacchetti degli operatori turistici. Per contenere i costi le opere potrebbero essere eseguite anche con formazione orchestrale ridotta, e in tal caso il Teatro Sociale costituirebbe forse la sede più adatta. L’importante è puntare all’obiettivo: sfruttare Expo 2015 per attrarre a Bergamo il maggior numero di visitatori, sapendo che Donizetti è una leva importantissima, da usare nel modo migliore.

 

BG

Bergamo è ferma, ecco come può ripartire

A Bergamo si vota tra un anno. Sulle pagine del quotidiano locale, L’Eco di Bergamo, si è sviluppato un fitto dibattito, suscitato dall’intervista con cui il Presidente del Credito Bergamasco, l’avvocato Cesare Zonca, ha detto senza mezzi termini quello che in molti pensano: che la città sta vivendo un pericoloso declino, dovuto anche all’affievolirsi dello spirito civico che in passato ha sostenuto l’impegno culturale e politico di molti. A questo dibattito Giorgio Gori, presidente di InNOVA Bergamo, ha dato il suo contributo con l’articolo che riportiamo qui: 

Ha ragione l’avvocato Zonca ad essere pessimista sulla condizione della città? Sì e no, a mio avviso. Bergamo è senz’altro ferma da diversi anni. In una fase di crisi sarebbe servita una grande capacità di innovazione e di coinvolgimento di tutte le energie, ma il governo della città ha manifestato mancanza di visione e limiti evidenti nell’esecuzione dei progetti. In un quadro di competizione territoriale sempre più marcata, Bergamo ha perso parecchie posizioni.
La consapevolezza di questa situazione è però diffusa. Nel progredire delle riflessioni sul destino della città, nella crescente partecipazione dei cittadini alla vita associativa, nel desiderio diffuso di un cambiamento, vedo una forma di reazione e le premesse di un rilancio.
Le difficoltà non mancano. La crisi economica non sta risparmiando la nostra comunità, colpendo soprattutto l’industria manifatturiera, l’edilizia e il piccolo commercio. Centinaia di migliaia di metri cubi sono rimasti vuoti, in attesa di una nuova destinazione. Bergamo si è così trasformata in una città di uffici, con una forte concentrazione di pubblico impiego. Anche questa caratterizzazione è però oggi a forte rischio. L’inevitabile riduzione del peso della pubblica amministrazione espone il settore – in prospettiva – al rischio di un ridimensionamento.
Quindi la crisi demografica – invecchiamento, bassa natalità, espulsione di molti giovani -, solo parzialmente compensata dal contributo di una popolazione straniera arrivata quasi al 17%, ma non ancora del tutto integrata. In compenso, sulla città gravita una “popolazione temporanea” di decine di migliaia di pendolari. L’area urbana bergamasca ha oggi oltre 400.000 abitanti; a questa dimensione va necessariamente riferita la pianificazione strategica del territorio per i prossimi anni. Alla stessa scala vanno affrontate questioni come il peggioramento delle condizioni ambientali, la congestione del traffico automobilistico e il progressivo consumo di suolo agricolo.
Infine, la crisi degli enti locali, sempre più poveri ed ingessati da vincoli burocratici.
Serve competenza ed energia per governare bene in una stagione di risorse scarse.
E’ inevitabile, per esempio, ripensare il welfare, non solo occupandosi integralmente della “persona” e delle sue molteplici relazioni, oltre le logiche dell’assistenza, ma coinvolgendo gli utenti nella gestione dei servizi ed immaginando che la responsabilità degli enti pubblici sia sempre di più quella di guidare i processi, anziché realizzarli direttamente.
Per garantire coesione della comunità e qualità è importante procedere ad una aggregazione della domanda (servizi condivisi) e dell’offerta (riduzione dei costi, maggiore efficienza), e al tempo stesso far emergere l’energia sociale esistente (il volontariato, le imprese sociali, le reti spontanee dei cittadini, il ruolo attivo della popolazione anziana).
Dobbiamo mettere a frutto le potenzialità del nostro territorio, investire nell’innovazione d’impresa e nei servizi a valore aggiunto, potenziare selettivamente la dotazione infrastrutturale (privilegiando il trasporto collettivo), valorizzare le risorse ambientali e paesaggistiche, promuovere il patrimonio artistico e culturale (a partire dalla Carrara e dall’eredità di Donizetti, per arrivare a Bergamo Scienza), scommettere con decisione sul turismo.
Per attrarre attività, servizi e commercio è prioritario rilanciare un’attenta politica della casa. Oggi Bergamo manifesta un eccesso di abitazioni disponibili e contemporaneamente una domanda di abitazioni a basso costo che non trova corrispondenza nelle caratteristiche del mercato. La risposta sta nell’incentivazione dei progetti di housing sociale e nella movimentazione dello stock immobiliare inutilizzato attraverso l’intervento di fondi immobiliari dedicati.
Un tema centrale, a sua volta collegato agli equilibri demografici, è rappresentato dallo sviluppo del polo universitario. Oggi l’Università rappresenta uno degli elementi di forza della città, ma il suo potenziale è ancora ampiamente inespresso. Da un suo ulteriore sviluppo, da una sua piena internazionalizzazione, dipende un pezzo significativo del futuro di Bergamo, dalle dinamiche demografiche alla fertilizzazione del tessuto produttivo, fino alla vivacità della vita culturale. Da una “città con l’università” Bergamo può diventare a tutti gli effetti una “città universitaria”, capitale della conoscenza di scala europea.
E’ necessario guardare avanti e anticipare la visione della città che vorremmo per i prossimi decenni. L’appuntamento di Expo 2015 e la costruzione della candidatura a Capitale europea della cultura 2019 sono passaggi importanti, perché mettono alla prova la nostra idea di città nel lungo periodo e ci obbligano a fare ricorso a tutte le energie sane del nostro territorio.
Con la prossima nascita dell’Area metropolitana milanese, tutti gli equilibri territoriali lombardi sono destinati a mutare. In relazione ad essa, Bergamo è chiamata a ritagliarsi un nuovo ruolo all’interno della competizione/cooperazione con gli altri sistemi urbani della Regione.
Bergamo luogo della conoscenza e dell’innovazione, luogo della cultura e della bellezza, luogo del vivere armonioso, anche in virtù del suo consistente capitale sociale: i prossimi anni ci chiamano all’impegno di far emergere, concretamente, queste anime della nostra città. Lo potremo fare solo se capaci di coinvolgere in profondità la cittadinanza e tutte le sue rappresentanze, connettendone le migliori energie intorno ad una condivisa idea di futuro.

Giorgio Gori
Presidente InNOVA Bergamo