BTO2015: I FOCUS.

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BTO, UN ANNO DOPO

Dal nostro inviato MICHELE FORCHINI.

Anche quest’anno ho preso parte al BTO – Buy Tourism Online, la principale manifestazione di aggiornamento per operatori del settore turistico. Anche questa volta le impressioni sono di un’iniziativa assolutamente fondamentale per il settore, sia per la qualità dei “panel” sia per il clima che si respira, molto positivo e non disfattista (e un po’ brontolone) come invece si trova in quasi tutte le altre iniziative nazionali sul turismo.

Se l’edizione 2014 è stata quella dei record, la 2015 li ha abbondantemente superati, con oltre 10.000 partecipanti e 150 eventi da seguire, strutturati su 7 temi: Mobile, Distribution, Sharing, Social, Destination, Market Leader, Innovation.

Nel corso dell’ottava edizione di BTO2015, PhoCusWright, importante ente di ricerca focalizzato sul settore, ha presentato lo scenario del Travel online ai giorni nostri presentando i dati emersi da uno studio condotto nel corso del 2015 in Europa. Il primo aspetto che emerge riguarda i pc che, benché continuino a dominare le ricerche di destinazioni (80%), degli acquisti (80%) e delle prenotazioni (79%), oggi non sono più i soli punti di accesso al mondo dei viaggi digitali. Smartphone e tablet stanno rapidamente erodendo il primato dei desktop: il 27% degli intervistati ha dichiarato di fare ricerche “turistiche” da smartphone e il 25% da tablet; i due device si trovano a pari merito quando si tratta di acquisti legati a viaggi e vacanze (travel shopping, entrambi al 22%) e booking (entrambi al 14%).

Ma ancora più impressionanti sono i numeri che questo mercato è in grado di generare nel mondo: il valore del booking online del settore travel ha raggiunto, nel 2015, 500 miliardi di dollari con una crescita annuale dell’11%. Dalla ricerca emerge poi che il 37% di tutto il travel mondiale è prenotato online e tre dei principali player globali insieme (Expedia, Booking.com e TripAdvisor ) sono in grado di raggiungere i 90 miliardi di capitalizzazione di borsa.

Anche l’Italia ha subito colto l’opportunità che Internet ha offerto per l’industria del travel. Nel 2015 il valore del booking online del settore viaggi è stato pari a 8 miliardi di euro con una crescita annuale del 10%; di questi, 1,5 miliardi euro avvengono da mobile. Dalla ricerca risulta poi che, con più di un milione di posti letto, l’Italia è la nazione con la più grande disponibilità di alloggio in Europa. Nonostante i numeri trionfali, restano, per il nostro Paese, ampi margini di miglioramento. Ad oggi, infatti, solo il 38% delle prenotazioni in Italia è avvenuto online contro una media europea del 47%.

Questi dati ci aiutano a capire quanto valga davvero l’industria turistica mondiale e nazionale e quanto non basti raggiungere gli altri competitori: oggi bisogna tenere il passo e spesso questo coincide con una corsa.

Il tema della forte dinamicità del settore è emerso in moltissimi panel ed è oramai un fattore assodato: va veloce quanto la capacità della gente di adeguarsi alle nuove tecnologie: basti solo pensare che fino a 5-6 anni fa era impensabile prenotare da un telefonino ed oggi è pratica diffusa.

I social media e più in generale il mondo dell’online sono settori che non possono essere presi sottogamba e relegati in un angolo, magari etichettandoli come “inutili virtuosismi”. L’esempio lampante è la nuova campagna social di VisitBergamo che in un anno ha completamente ribaltato il modo di comunicare Bergamo, portando a casa risultati importanti anche in termini di immagine colmando un gap che era di almeno 5 anni rispetto ai concorrenti ma tale lasso di tempo nell’industria turistica è quasi “un’era geologica”.

 5 o 6 anni fa era impensabile l’arrivo di aziende quali Uber e AirBnB, che di fatto sull’onda della “sharing economy” hanno contribuito a rivoluzionare i rispettivi settori di appartenenza. Prima per vendere il proprio appartamento in modo “turistico” bisognava per forza essere degli imprenditori, con AirBnB questo è cambiato non senza polemiche (più o meno giuste). Anche questi soggetti si sono evoluti tanto che durante BTO è emerso più volte l’interrogativo sul fatto che si potessero ancora ricondurre alla “sharing economy”.

Il loro successo, in particolare quello di AirBnB nasce da un’esigenza, quella dei viaggiatori di vivere un’esperienza il più possibile personalizzata, quasi fatta su misura e ricca di autenticità. Questo è un punto su cui noi a Bergamo possiamo dire molto, non essendo votati al turismo di massa e se ci pensiamo bene, è già uno dei motivi per cui la città e aree della provincia (come il Lago d’Iseo) stanno avendo grande successo.

Questo non vuol dire restare così, ma crescere, adeguarsi dal punto di vista dei servizi e dell’offerta in modo da poter offrire quanto richiedono i viaggiatori.

Un altro aspetto che mi ha colpito a BTO2015 è quello del rapporto tra il territorio ed i suoi frutti, dunque l’aspetto agroalimentare. Sono stati diversi gli incontri “a tema” e tutti di grande qualità, a partire dalla doppia intervista ( doppia perchè spalmata su 2 incontri) tra il direttore del TG2 Marcello Masi e il fondatore di Slow Food, Carlin Petrini che ha ripreso alcuni concetti chiave già espressi in passato ma sempre molto attuali sul rapporto tra le comunità locali e la “felicità”: la qualità della vita diventa di fatto fattore di attrazione per i viaggiatori, pensiamo per esempio all’Alto Adige che questa “formula” l’ha inserita nella mission aziendale dell’azienda di promozione turistica.

 Il vino è stato protagonista di più panel sia perchè è uno dei grandi attrattori sia perchè di fatto i vignaioli sono i primi a sfruttare e tutelare le tipicità dei propri territori. Certo, non è sempre così ma è importante portare all’attenzione gli esempi positivi. Il tema dell’eno-gastronomia sarà sempre più parte del grande “macro tema” che spesso tendiamo a semplificare con il nome di “turismo” perchè il prodotto finale non è nient’altro che la punta dell’iceberg, sotto c’è molto di più, ci sono storie di uomini, tradizioni, territori e tantissimo altro e non si esagera quando si dice che in un vino o in un altro prodotto, ci si mette l’intero territorio.

Questo è sicuramente il passaggio che più mi è rimasto impresso da questa edizione del BTO2015 e seppure sia qualcosa di già sentito, credo sia davvero importante cercare di metterlo in pratica a partire dal nostro territorio che come ben sappiamo è ricchissimo di questo.

MF

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