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L’impresa sociale al servizio della ‘buona occupazione’: una biodiversità da tutelare

Negli ultimi anni l’impatto congiunturale sui livelli occupazionali e sulle politiche di welfare ha focalizzato l’attenzione sulla creazione di occupazione dignitosa e di qualità – in contrapposizione ai bad jobs con scarse tutele e opportunità in termini di guadagno e crescita professionale. Le politiche comunitarie e nazionali riconoscono l’impresa sociale tra le forme organizzative più “funzionali” alla promozione di “buona” occupazione e i suoi tratti caratterizzanti (modello organizzativo, cultura del lavoro etc.) contribuiscono a definire la sua distintività rispetto ad altre forme di imprenditorialità.

Questo saggio si colloca in tale ambito, con particolare riferimento al legame con il territorio, quale parte integrante del modello di intervento delle politiche per una “buona” occupazione.

In una prima parte il tema viene contestualizzato a livello teorico nel più ampio dibattito della riforma dei sistemi di welfare. Il contributo presenta poi alcune esperienze di innovazione e imprenditoria sociale a sostegno dell’ occupazione, promosse da reti internazionali di innovatori sociali in collaborazione con network di attori locali (soprattutto dell’Europa meridionale).

Le riflessioni finali, pur evidenziando qualche risvolto critico, sostengono l’importanza di definire un “modello europeo” di impresa sociale (tentativo in atto da anni presso le istituzioni comunitarie) e di tutelarne la “biodiversità”.

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