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Mercoledì 4 ottobre 2016 “Door-to-door. Future of the vehicle, futur of the city”

Oggi in EU i veicoli elettrici (EV) costituiscono solo l’1% del totale del mercato automobilistico, ma mentre la Norvegia ha raggiunto il 12% grazie a pesanti investimenti, l’Italia è ancora allo 0,2%. Guardando al futuro, in Italia potrebbe esserci almeno un milione di veicoli elettrici al 2020 e, secondo RSE (Ricerca Sistema Energetico), nel 2030 ci saranno circa 10 milioni di veicoli elettrici, il 50% dei quali nelle grandi aree urbane, caratterizzati da strutture leggere, sistemi di autoguida e materiali derivati da processi rigenerati (circular automotive).

La Comunità Europea ha già dato dei riferimenti con la direttiva 94/2014, circa 120.000 punti di ricarica nazionali, di cui almeno 20.000 pubblici, sia sui corridoi ad interesse Europeo (i cosiddetti Ten-T) e Nazionale, che nelle città, soprattutto a supporto del turismo, nelle aree di scambio internazionale, nelle soste brevi casa-lavoro-shopping-scuole.

A fronte dell’evoluzione del panorama europeo e nazionale InNOVA Bergamo presenta la conferenza pubblica:

“Door-to-door. Future of the vehicle, futur of the city”

martedì 4 ottobre 2016 | ore 21.00

sala “Ferruccio Galmozzi” | via Torquato Tasso 4 − Bergamo
La conferenza  prende le mosse dalle tesi del libro di Dominique Rouillard e Alain Guiheux “Door-to-door. Future of the vehicle, futur of the city”(dicembre 2015) e si propone di affrontare, in forma divulgativa, le questioni legate all’affermarsi di un nuovo concetto di mobilità (e, di conseguenza, di accessibilità) legato alle possibilità tecniche offerte dalle nuove tecnologie e dai nuovi dispositivi per la comunicazione digitale. Processi che mettono in discussione le strutture consolidate sulle quali l’architettura e la città si fondano, abolendo potenzialmente ogni zonizzazione o limite. Quali opportunità di riorganizzazione degli assetti urbani offrono queste nuove tecnologie? Che tipo di mobilità (individuale e collettiva, delle persone e delle cose) prospettano? Con quali conseguenze sullo spazio e sulle scelte politico-amministrative?
Dominique Rouillard è architetto, dottore di ricerca in storia e teoria dell’arte e professore all’École Nationale Supérieure d’Architecture Paris-Malaquais dove dirige il Laboratoire Infrastructure Architecture Territoire (LIAT). È autrice di numerose pubblicazioni. La sua attuale ricerca si concentra sul progetto della metropoli dell’era del dopo petrolio.

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