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E le tranvia della Val Brembana?

In questo post cercheremo di dare qualche informazione e qualche suggestione sull’attuale situazione della Tramvia 2 (Linea TEB T2), quella che andrebbe realizzata da Bergamo fino a Villa D’Almè.

Gemella di quella già operativa in Valle Seriana, la linea T2 si trova purtroppo a metà nella classifica dei progetti candidati ad ottenere aiuti finanziari dallo Stato, secondo la Legge 211/1992. Secondo tale norma, lo Stato coprirebbe al massimo il 60% dei costi, il resto sarebbe a carico degli enti locali.

Il costo complessivo dell’opera è di circa 142 milioni di euro (stima ricavata dalla delibera del Comune di Bergamo n° 81/2009), ma la tratta candidata ai finanziamenti della suddetta Legge è solo un pezzo dell’opera, ovvero il pezzo fino a Petosino. Si è deciso di spezzare il progetto in due parti perché la 211/1992 prevedeva finanziamenti per opere con costo inferiore ai 100 milioni di euro e dunque non si poteva candidare la T2 per intero (fino a Petosino costerebbe, secondo le stime, 92 milioni di euro per 6,2 km totali).

La situazione sembra critica, dunque. Non ci sono i finanziamenti statali e gli enti locali (Regione, Provincia e Comuni) non navigano certo nell’oro. A breve termine non si scorge una via di uscita.

Senz’altro ci si trova in un periodo difficile, ma per fare altre opere infrastrutturali i soldi sono stati comunque trovati. Sembra che l’attenzione riservata alle strade, alle autostrade e al trasporto su gomma sia sempre decisamente maggiore di quella dedicata al trasporto pubblico locale. Due piccole suggestioni a sostegno di questa tesi:

1)    la cosiddetta “variante di Zogno”, ovvero la galleria lungo la strada provinciale della Valle Brembana che permetterà di evitare tale centro abitato, è costata in tutto 44,4 milioni di euro, di cui circa 8 garantiti dalla Provincia, 8 derivanti dalla “Legge Valtellina” e 28 erogati da Regione Lombardia (fonte L’Eco di Bergamo – vedi note finali); dunque quasi 45 milioni per una variante stradale di 4,5 km in tutto, senz’altro utile, ma al contempo anche molto costosa, visto il tracciato interamente in galleria;

2)    secondo il rapporto di Legambiente “Pendolaria 2012”, dal 2003 al 2012 Regione Lombardia ha così ripartito le proprie spese infrastrutturali: 49,44% per strade, superstrade, autostrade; 35,45% per le ferrovie regionali; 15,11% linee metropolitane; se si considerano gli investimenti nazionali, la situazione è ancora più squilibrata in favore dell’asfalto: 70,9% per strade e autostrade, 14,8% linee ferroviarie nazionali e regionali (dove la TAV la fa da padrona), 14,3% linee metropolitane (in termini assoluti, giusto per far capire le grandezze in gioco, Regione Lombardia ha spese ben 420 milioni di euro in strade, mentre lo Stato ne ha spesi 6.000 milioni).

3)    La Regione Lombardia sta portando avanti alcuni progetti per il trasporto su gomma assai costosi e, a parer mio, di dubbia utilità. Lasciando perdere BreBeMi, ormai in fase avanzata e realizzata con capitali privati, la Regione prevede i seguenti contributi “autostradali”: 1,3 miliardi di euro per Pedemontana, 120 milioni per l’autostrada Cremona-Mantova, 800 milioni per l’autostrada Broni-Mortara (???). La fonte di questi dati è sempre il dossier “Pendolaria 2012” a cura di Legambiente.

Tutto questo per dire che la crisi c’è e lo sappiamo tutti, ma non è solo una questione di soldi in termini assoluti; spesso è solo una questione di priorità e su questo le scelte della politica contano molto.

 Link per i contenuti citati nell’articolo:

http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/740469/

http://www.comune.bergamo.it/servizi/verbali/ricerca_fase03.aspx?ID=2876

http://www.legambiente.it/contenuti/dossier/rapporto-pendolaria-2012-0

 

 

 

 

 

 

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