Gori: anche a Bergamo centri innovativi per condividere start up

Riproponiamo l’intervista a cura di Isaia Invernizzi di Bergamonews al presidente di InNOVA Bergamo, Giorgio Gori pubblicata il  2 ottobre 2013.

Parola d’ordine: innovazione. E’ questo il “Tag” dedicato al primo compleanno di Talent Garden, il giardino dei talenti sorto un anno fa a Dalmine. Non poteva non essere presente anche Bergamonews, che ha trasferito per qualche ora la redazione nello spazio di co-working. A celebrare i successi dei giovani startuppers c’era anche Giorgio Gori, presidente dell’associazione InNOVA Bergamo, amico di Talent garden, esponente del Pd e probabile candidato alle primarie del centrosinistra. Poca politica al centro della chiacchierata (ci sarà tempo per tornare ampiamente sul tema), molto sviluppo, idee e innovazione.

Esordio banalissimo. Cosa è per lei l’innovazione? “E’ quel principio che ti permette di restare competitivo, creare valore, di mettere a frutto la ricchezza del talento delle persone. Questo (Tag, ndr) ad esempio è un luogo di innovazione che permette ai giovani di creare impresa, condividere idee e progetti”.

Lei si sente innovatore? “Ho sempre cercato di esserlo: se uno sta fermo nella produzione, è vecchio dopo poco tempo. Corrisponde un po’ anche al mio carattere, è divertente essere innovativi”.

Tra gli innovatori italiani, quale è il primo che le viene in mente? “Oscar Farinetti: è riuscito a valorizzare il tipico prodotto made in Italy, dargli valore con marketing e proporlo attraverso il marchio Italia”.

E in politica? “Io sostengo Matteo Renzi: un motivo per cui mi piace è che ha svecchiato il linguaggio della politica. Il protagonista di giornata è ancora una volta Silvio Berlusconi. A suo tempo è stato un innovatore che ha alimentato speranze, tutte disilluse. Ripropone un copione già visto”.

Renzi può essere la persona giusta anche per governare il paese? “Credo di sì. L’Italia ha bisogno di una chiarezza di vedute, di capacità di concretizzare. Abbiamo l’esperienza di Renzi da sindaco, una realtà più semplice del governo, ma l’indicazione di metodo è chiara ed efficace”.

Lei è presidente di InnovaBergamo. Cosa ha fatto e cosa farà questa associazione?“InNOVA Bergamo è nata l’anno scorso, ha circa 70 soci, si propone di approfondire temi come politiche urbane e sviluppare proposte rivolte alla cittadinanza, alla politica, stando un po’ fuori dall’ordinaria amministrazione. E’ un’associazione civica, con un’impronta riformista ma senza appartenenze partitiche: in 12 mesi abbiamo lavorato su temi principalmente urbanistici e anticipato il dibattito sulla smart city. Ci occupiamo di casa, innovazione nella costruzione, nella riqualificazione. Ragioniamo anche sull’attrattività di una città di media dimensione: attrattiva per investimenti, talento, capitale umano”.

E’ già stato in visita a Tag e oggi è tornato per festeggiare il primo compleanno di questa realtà. Cosa ne pensa? “Sono curioso di vedere come funziona il co-working. Mi ha molto colpito, mi sono fatto raccontare dai ragazzi le iniziative delle imprese su cui lavorano e le loro prospettive. Voglio spingerli a clonare questa iniziativa: Bergamo esprime ricchezza che trova qui spazio di innovazione, ma ce ne potrebbero essere di più”.

Talent Garden è una piccola silicon valley bergamasca. Se parliamo di “valley” finora il riferimento era la Val Seriana, che sta affrontando un crisi economica senza precedenti. E’ possibile innovare anche nella manifattura? “Credo che si debba fare. Se il tessuto produttivo rimane quello del passato le aziende continueranno a chiudere: il principio è quello di fare entrare innovazione all’interno del tessuto produttivo. L’obbiettivo della politica deve essere quello di facilitare la rigenerazione del tessuto produttivo tradizionale. Ci vuole iniezione di conoscenza e capitale umano. Il ruolo dell’università è fondamentale. La media impresa riesce a farlo da sola, la piccola impresa deve essere aiutata nel campo della ricerca”.

Il primo provvedimento per innovare la città di Bergamo? “La creazione di luoghi di condivisione di start up è un’ attività che potremmo incentivare”.

 

Un pensiero su “Gori: anche a Bergamo centri innovativi per condividere start up”

  1. Polaresco centro raccolta idee giovanili
    Astino giardino botanico e monumento alle radici agricole e coordinamento eccellenze
    Bergamo Porta Sud o Vecchio Ospedale “Città dei Bambini” progetti di coesione e cooperazione internazionale dei bergamaschi; si autofinanzia con progetto di trasformazione agroalimentare mediante creazione e vendità di eccellenze agroalimentari. 2014 festa Internazionale della cultura bergamasca fatta organizzare dai giovani studenti. Sogni? Non credo…..

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