Tram e metrò del futuro

L’articolo di Elena Comelli, Il Sole 24 Ore, 13 ottobre 2013.

Tram senza fili, metro senza conducente, treni senza binari. Sembra la vecchia storia del bambino che va in bici senza mani e poi alla fine si spacca tutti i denti. Invece è la mobilità del futuro, sempre più flessibile, ma anche più sicura. Immaginiamo città dove tutti i mezzi di trasporto pubblico non alterino il paesaggio, ma vi si integrino per fornire una mobilità urbana silenziosa e a emissioni zero, talmente capillare da scoraggiare l’utilizzo dei mezzi privati. Dove non ci sia più conflitto fra zone pedonali e shopping in piena libertà.

Le soluzioni tecnologiche per la mobilità elettrica, che renderà sempre più sostenibile muoversi in città e faciliterà gli spostamenti dai sobborghi ai centri cittadini, saranno essenziali in un mondo dove tre quarti dell’umanità è destinata alla vita urbana. Il moderno homo civicus cresce al ritmo di 65 milioni di individui l’anno, che sarebbe come dire sette nuove Chicago alla volta, ma già oggi le città con oltre 2 milioni di abitanti sono oltre 240, di cui la metà non ha un sistema di trasporto pubblico su rotaia. Questo significa che gli spostamenti urbani sono affidati al trasporto su gomma, con pesanti conseguenze sulla qualità dell’aria. Da qui la rapida crescita delle nuove soluzioni tecnologiche studiate da tutti i grandi produttori, da Alstom a Bombardier a Siemens, per rendere il trasporto su rotaia sempre più efficiente e flessibile. Per i tram senza fili si utilizzano sia soluzioni di immagazzinamento di energia a bordo, come nel caso di Bordeaux o di Reims, che hanno utilizzato l’Aps di Alstom, sia sistemi di alimentazione da terra per induzione elettromagnetica, come il Primove di Bombardier, applicato ad Augsburg. Per le metropolitane i treni senza conducente ormai sono uno standard comune, che consente di aumentare la frequenza e migliorare la sicurezza. Un altro fronte in grande sviluppo sono i sistemi sopraelevati, come la monorotaia di San Paolo, costata la metà di una metropolitana normale e realizzata in metà del tempo.

Non a caso, negli ultimi 20 anni questi sistemi hanno vissuto un vero boom nelle città in espansione. In un contesto generale di contrazione del mercato ferroviario, il trasporto urbano è cresciuto invece a un ritmo del 10% l’anno negli ultimi 5 anni e si prevede che il ritmo si farà ancora più serrato. Oggi il mercato tramviario rappresenta il 32% del mercato ferroviario urbano, con 400 sistemi in servizio in tutto il mondo, e nei prossimi due anni raggiungerà il 37%: oltre 60 sistemi sono in costruzione e altri 100 sono già stati pianificati. Le metropolitane, capaci di trasportare fino a 100mila passeggeri per ora per direzione, restano il sistema di trasporto pubblico più efficiente, ma richiedono un investimento molto più ingente per le municipalità. Il mercato delle metropolitane, con 188 sistemi nel mondo, rappresenta il 60% del mercato ferroviario urbano ed è destinato a crescere del 60% nei prossimi 2 anni.

Le città del futuro vogliono essere sempre più efficienti e interconnesse, ma anche più belle. L’incredibile revival dei tram lo dimostra: eliminando la brutta ragnatela di cavi elettrici sospesa nel cielo delle città, i grandi produttori cercano di soddisfare le esigenze di quelle amministrazioni comunali che vogliono portare il trasporto su rotaia a ridosso dei monumenti storici, com’è stato nel caso di Firenze o come potrebbe essere a Venezia, dove si è parlato di portare un tram fino in piazza San Marco.

Il tram del futuro non si attaccherà più a niente e funzionerà con alimentazioni alternative, questo è sicuro. Ma ognuno, a oggi, segue strade diverse per arrivare al medesimo risultato. Alstom ha scelto una soluzione mista, alternando tratti alimentati via filo a tratti wireless, che però non possono essere più lunghi di 2 chilometri, come nel caso del tram di Rotterdam. L’energia viene immagazzinata durante il percorso alimentato via filo in una batteria sul tetto, che si ricarica anche con l’energia prodotta durante le frenate – grazie a una dinamo a rotazione permanente che funziona in base allo stesso principio della ruota dell’arcolaio –, per essere utilizzata nelle successive fasi di accelerazione del mezzo. Bombardier, invece, punta a eliminare completamente la catenaria per tutto il percorso, con una soluzione rivoluzionaria basata sull’induzione elettromagnetica. I mezzi dotati del sistema Primove sfruttano un sistema di ricarica induttiva ad alta potenza con batterie che pesano la metà di quelle presenti sul mercato e si ricaricano più velocemente, grazie a un captatore posto sotto il veicolo, durante le soste al capolinea o alle fermate. Le linee di corrente alternata ad alta frequenza, che creano il campo elettromagnetico, passano sotto i binari. In prospettiva, lo stesso sistema potrà essere usato per caricare tutti i veicoli elettrici, anche i bus e le auto. Il primo e-bus a ricarica induttiva è stato già testato con successo a Mannheim, mentre in Cina l’amministrazione di Nanchino ha ordinato un sistema di tram senza fili.

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