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QUANTO È “SOCIAL” LA DESTINAZIONE BERGAMO?

Il turismo è un settore molto dinamico, e il suo grado di cambiamento viaggia di pari passo con le innovazioni tecnologiche. Solamente tre o quattro anni fa sarebbe stato impensabile acquistare un biglietto aereo con il proprio smartphone e conservarlo in forma digitale, mentre oggi è la normalità. La stessa cosa vale per gli alberghi, i musei e i ristoranti. Il modo di viaggiare è cambiato e ogni anno la differenza con l’anno precedente si fa sempre più marcata. Molte destinazioni turistiche si sono adeguate, fornendo servizi e infrastrutture tecnologiche, così come gli hotel, i ristoranti, e le compagnie di trasporto. L’Italia come sempre ci ha messo un po’ a capire cosa sta accadendo, ma ora è sulla strada giusta per recuperare il gap (anche se il lavoro da fare è ancora molto).

E Bergamo?

Questa è una domanda che mi sono posto già tempo fa, quando è diventato lampante il cambiamento nel modo di viaggiare dei turisti che grazie agli smartphone e alle app. di sempre più pregevole fattura, hanno radicalmente cambiato il modo di organizzare e vivere il viaggio. Il turista oggi è diventato “social media dipendente”: si affida molto alle opinioni degli altri viaggiatori non solo in fase di pianificazione ma anche durante il viaggio stesso e tende a condividere le sue esperienze praticamente in diretta. Il turista è saturo degli itinerari classici e per questo cerca di uscire dagli schemi e tende a cercare quel “qualcosa” che dia il valore aggiunto al suo viaggio, in poche parole, ricerca l’autenticità e l’unicità. Spiegato così, forse può vuol dire poco, ma fate caso al vostro modo di viaggiare: quanti di voi hanno fatto un check-in con Foursquare durante le vacanze, oppure quante fotografie avete postato su Instagram, Twitter o Facebook? E ancora: sicuramente avrete, almeno una volta, prenotato un hotel tramite Booking o Expedia, o controllato la “reputazione” dello stesso su TripAdvisor. Almeno una volta avrete trovato un commento su un qualcosa di particolare da vedere, o su un ristorante particolarmente caratteristico: questo è il turismo oggi e sarà sempre più così. In questa situazione di particolare “confusione” mediatica non sempre positiva le destinazioni turistiche più dinamiche hanno preso la palla al balzo ed hanno cominciato a cavalcare l’onda, mettendo ordine e diventando una cassa di risonanza per i propri operatori. Anche in Italia abbiamo realtà virtuose come l’APT della Valsugana o come la Toscana (per citare una Regione su tutte) o ancora il Trentino.

E qui si ritorna alla domanda di prima: e Bergamo?

Bergamo vive una situazione particolare: da una parte ci sono operatori pubblici e privati dell’intero territorio provinciale che hanno capito come si sta evolvendo il turismo, dall’altra ci sono enti pubblici che non sono stati in grado di capire ed hanno portato ad una situazione molto confusa sulla “destinazione Bergamo”. Eppure i dati sono interessanti: facendo una breve ricerca con TripAdvisor, a Bergamo risultano recensiti ben 348 ristoranti e oltre 250 tra hotel, b&b, ostelli e altro. Un hotel tra questi è stato ritenuto uno degli hotel migliori d’Italia dagli utenti di TripAdvisor. Spostandosi invece sulla prenotazione vera e propria di strutture, su Booking.com (il maggior portale mondiale di prenotazioni online) sono presenti 360 strutture in tutta la Provincia, su quasi 850 ufficialmente riconosciute. Un dato forse un po’ basso ma che è in continuo e costante aumento. La “reputazione” di Bergamo nel Web è comunque piuttosto alta, merito soprattutto della qualità delle strutture ricettive (sono sempre meno le bettole) e merito dei prezzi comunque contenuti rispetto alla vicina Milano.

Purtroppo ci sono anche situazioni meno positive. È il caso del sito internet (o portale) del turismo provinciale, che pare poco accattivante e per nulla “dinamico”. È costato molti soldi alla collettività ed oltretutto è stato mal indicizzato: se si fa una ricerca su Google USA, ad esempio con la parola “Bergamo”, il sito che promuove il nostro territorio esce al 7° posto. Addirittura con la versione Google italiana non compare nemmeno. Per trovare qualcosa bisogna scrivere “turismo Bergamo” o “visit Bergamo” e allora comparirà ai primi posti nelle ricerche, ma se la stessa ricerca in Google per località come Toscana o Emilia Romagna, subito dopo il sito istituzionale o di Wikipedia, troverete quello dedicato alla promozione del territorio. Il vero problema è che l’ente preposto non sembrerebbe aver mai voluto studiare una politica di promozione strutturata su questo nuovo modo di viaggiare e sui social media nonostante tanti “buoni propositi” in merito. Eppure la grande fortuna turistica di Bergamo e del suo territorio si deve proprio alla dinamicità dei turisti che hanno cominciato a viaggiare con le compagnie low-cost ed hanno iniziato a uscire dai classici “schemi” del turismo italiano ricercando nuovi territori . Per quanto riguarda i social media “ufficiali” la situazione risulta quasi imbarazzante: la pagina Facebook di Turismo Bergamo conta circa 1700 “mi piace” e contenuti all’apparenza poco originali ed accattivanti, mentre l’account twitter ha 300 follower e circa 400 tweet.

Per capire come bisogna usare i social media per promuovere il territorio nel modo migliore e per essere davvero di aiuto ai turisti, vi invito a fare un giro sul sito e sui profili social della Valsugana (www.visitvalsugana.it). Perché ho preso ad esempio la Valsugana? Perché è uno dei territori che ha utilizzato meglio questi strumenti e perché i numeri sono molto simili a quelli del territorio della provincia di Bergamo.

Ho parlato della Provincia, ma non della città di Bergamo volutamente perché le attività turistiche sono in seno a TurismoBergamo, benché a mio parere la città in quanto motore del turismo provinciale avrebbe bisogno di un focus suo specifico. Al momento non esiste nulla ma sarebbe molto interessante lavorare per costruire qualcosa d’interessante sulla città.

Un’idea? Perché non pensare ad una community di persone (fotografi, video-maker, giornalisti, blogger, trend-setter, opinion leader e semplici utenti) che condividano la passione per la città di Bergamo e che diventino una sorta di “social media team” dedito alla promozione del territorio e all’aiuto (virtuale, ma anche no) dei turisti in visita alla città?

 

Michele Forchini

(Sales&Marketing Manager – Siena Hostel)

 

Un pensiero su “QUANTO È “SOCIAL” LA DESTINAZIONE BERGAMO?”

  1. Il modo di fare turismo a Bergamo è anacronistico e vecchio. Bisogna dare più valore a Bergamo, farla conoscere e farla entrare nel cuore. Bergamo ha tutte le carte in regola per essere uno dei centri turistici più importanti…bisogna solo mettere in campo le risorse che già ci sono. Social? Tweetter a che servono se il turista non trova da “innamorarsi” ?!

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