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Incontro sul Sistema del Volontariato sociale e del relativo Welfare agito

InNOVA Bergamo ritiene molto importante affrontare anche il tema definito comunemente “del sociale”.

Per questo motivo, ha invitato il socio Paolo Pinna, Direttore dell’Area sociale di Éupolis, l’Istituto di ricerca statistica e ricerca della Regione Lombardia, a parlare di Volontariato sociale e relativo Welfare agito. Éupolis gestisce infatti quattro Osservatori: ORIM (Oss. per Integrazione e Multietnicità); ORED (Oss. Regionale per le Dipendenze) che cerca di fare prevenzione sull’uso di sostanze psicotrope nei giovani e si occupa di corsi di formazione per formatori di I livello nell’ambito del “LifeSkills Training program”, con lo scopo di formare operatori in grado di utilizzare in modo appropriato il LifeSkills Training nelle scuole secondarie di primo grado, ma tratta anche la dipendenza da gioco d’azzardo; l’Osservatorio sui minori; ORES (Oss. su Esclusione sociale). Durante l’incontro presso InNOVA, Paolo Pinna ha anticipato alcuni dati del rapporto ORES 2014, che verrà presentato a breve. La prima parte è costituita da un censimento di tutti gli enti che si occupano di esclusione sociale, raggruppati per dimensioni; la seconda parte, da un’indagine campionaria di un’area rappresentativa della Lombardia e riserva molte sorprese. La scelta degli enti monitorati avviene secondo tre criteri: appartenere al privato sociale, svolgere la propria azione gratuitamente, erogare servizi secondo i bisogni di base.

Pinna ha estrapolato i dati di Bergamo del 2013, in termini di enti e di attività: incrociandoli, si trovano molte informazioni interessanti. Esiste una rete molto grossa: in città nel 2013 c’erano ben 54 enti che si occupavano dell’esclusione sociale: gli assistiti nel 2013 erano 11.005, per il 54% maschi e il 46% donne; dal 2012 al 2013 gli assistiti sono aumentati nelle fasce 0-17 anni e 18-64 anni, ma dimezzati negli over 65. Il 32,7% è costituito da italiani e il 67,3 da stranieri. I senza fissa dimora (che rientrano nel totale di 11.005 assistiti) sono aumentati di 600 unità tra il 2012 e il 2013; gli stranieri sono il 90% e gli italiani 10%. I servizi offerti dagli enti variano per tipologia: la maggioranza di essi si occupa di distribuzione pacchi alimentari (74%); sussidi in denaro (56%); abbigliamento (35%); assistenza per ricerca di lavoro (22%) come i centri d’ascolto; servizio mensa (13%); posto letto (11%); farmaci (7%); igiene (6%) e assistenza sanitaria (2%). I motivi del bisogno sono: perdita del lavoro per 88%; scarse entrate o lavori saltuari per 76%; problemi di salute per 44%; debiti per 40%; solitudine 36%; detenzione in carcere 12% e morte di un parente 4%. I debiti e la salute sono quindi le due cause principali dell’esclusione sociale. Le categorie di utenza suddivise per enti sono costituite per il 96% i nuclei famigliari; per il 52% gli stranieri; per il 44% i minori; per il 24% gli anziani; per il 20% i disabili e i malati psichici. In pratica quasi tutti gli enti dichiarano di assistere nuclei famigliari. Se si incrociano i dati fra distribuzione degli assistiti per sesso, età e cittadinanza e dimensione dell’ente, gli italiani, gli anziani e le donne di solito si rivolgono ad enti più piccoli, gli stranieri ad enti più strutturati. Agli enti è stato anche chiesto, nella compilazione del censimento, quanti casi hanno avuto di persone che sono uscite dall’esclusione sociale. Per Bergamo, la risposta è pari allo 0%. La Direzione generale regionale dovrebbe usare questi dati per porre rimedi politici e anche per evitare il verificarsi di queste situazioni. Il Fondo nazionale sociale trasferisce zero euro alle Regioni e i fondi della Sanità vengono spalmati sul sociale. Quindi non si può fare affidamento sui trasferimenti statali per il welfare.

Al termine di questa interessante presentazione e degli interventi dei presenti, il Presidente Betelli chiude la serata constatando che l’interesse suscitato dalla presentazione merita ulteriori approfondimenti e pertanto  InNOVA decide di aprire un gruppo di lavoro anche sul Welfare e il sociale,  che opererà su sue direttrici principali: identificare quali sono i dati, come e dove si raccolgono, chi ha già open data o data set (si prevede quindi un lavoro in collaborazione con il gruppo Open data; analizzare buone prassi esistenti sulla modellizzazione del  rapporto tra primo e secondo welfare.

 E’ scaricabile il Rapporto dell’ORES 2012

Leggi l’articolo su L’Eco di Bergamo di martedì 11 novembre 2014

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