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CAMPAGNA TESSERAMENTO 2016/2017

E’ aperta la campagna tesseramento 2016/2017!

Le quote associative annuali sono: da 25,00 € (under 26) – da 50,00 € (ordinario) – da 500,00 € (sostenitore).
Il versamento può essere effettuato tramite bonifico bancario,  IBAN IT 76 S 05034 11109 000 000 010795 – Credito Bergamasco, oppure direttamente in sede negli orari di apertura.

Se si tratta di nuova iscrizione è necessario altresì compilare e trasmettere alla mail innovabergamo@gmail.com il modulo anagrafico reperibile alla pagina Chi siamo.

A breve provvederemo a comunicare le prossime iniziative e il calendario incontri.

Il vostro sostegno è fondamentale
per la realizzazione della nostra mission!

 

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Mercoledì 14 Settembre ore 21, ripresa delle attività

Buongiorno a tutti e ben trovati!

Dopo questa lunga pausa estiva, riprendiamo le  attività di InNova Bergamo!
Come sempre, abbiamo molta carne al fuoco e quindi, senza perdere ulteriore tempo,
ci troviamo mercoledì 14 alle ore 21.00 presso la sede di Via Monte Sabotino 2 a Bergamo.
Sarà una importante occasione per ritrovarci e avviare insieme la programmazione di una nuova stagione che si preanuncia davvero interessante oltre che imminente: la prima iniziativa infatti è prevista per il 4 ottobre! ….ma ne parleremo più approfonditamente mercoledì…
Come sempre l’incontro è aperto a amici e conoscenti, passate parola!
Vi aspettiamo numerosi.
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Aperitivo?!?! #dentrofuorilemura

SABATO 9 LUGLIO 2016 alle ore 19.00

presso la nostra sede in via Monte Sabotino 2

Aperitivo?!?! #dentrofuorilemura

L’invito è esteso a chiunque voglia condividere con InNOVA Bergamo questo momento conviviale prima della sospensione estiva delle attività.

Sarà anche un’imperdibile occasione per ammirare le fotografie finaliste del concorso ‪#‎dentrofuorilemura‬ che nella medesima giornata avremo il piacere di ospitare presso la nostra sede nell’ambito degli eventi promossi da Art2night Bergamo 2016 – la Notte Bianca dell’Arte di Bergamo.

I migliori scatti delle nostre splendide mura si potranno ammirare dalle 18 alle 24 a ingresso libero.

Vi aspettiamo numerosi!

qui il programma completo di Art2night

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L’errore di voler gestire la #SharingEconomy senza aver immaginato e compreso la #SharingSociety

La società interconnessa è una  ipercomplessa, in cui il trattamento e l’elaborazione delle informazioni e della conoscenza sono ormai divenute le risorse principali; un tipo di  in cui alla crescita esponenziale delle opportunità di connessione e di trasmissione delle informazioni, che costituiscono dei fattori fondamentali di sviluppo economico e sociale, non corrisponde ancora un analogo aumento delle opportunità di comunicazione, da noi intesa come processo sociale di condivisione della conoscenza che implica pariteticità e reciprocità (inclusione). […] La tecnologia, i social networks e, più in generale, la rivoluzione digitale, pur avendo determinato un cambio di paradigma, creando le condizioni strutturali per l’interdipendenza (e l’efficienza) dei sistemi e delle organizzazioni e intensificando i flussi immateriali tra gli attori sociali, non sono tuttora in grado di garantire che le reti di interazione create generino relazioni, fino in fondo, comunicative, basate cioè su rapporti simmetrici e di reale condivisione. In altre parole, la Rete crea un nuovo ecosistema della comunicazione (1996) ma, pur ridefinendo lo spazio del sapere, non può garantire, in sé e per sé, orizzontalità o relazioni più simmetriche. La differenza, ancora una volta, è nelle persone e negli utilizzi che si fanno della tecnologia, al di là dei tanti interessi in gioco.

qui l’articolo completo di Piero Dominici tratto da TECH ECONOMY

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Fritjof Capra: “Comunità, cooperazione, connessione: chiavi della nostra vita”

Dono, comunità, interconnessione: tre parole chiave del nostro tempo…

Dobbiamo tornare alla comunità, spiega il fisico Fritjof Capra. Per il celebre autore del “Tao della fisica”, se studiamo il vivente “possiamo osservare che gli ecosistemi hanno sviluppato una serie di principi organizzativi che sono principi di comunità. Si potrebbe dire che la natura sostiene l’umano formando e nutrendo comunità”. Cooperazione e sviluppo sono impresse nel codice sorgente della nostra forma di vita.

«La nostra idea fissa della crescita economica e il sistema di valori ad essa sotteso hanno creato un ambiente fisico e mentale in cui la vita è diventata estremamente malsana». Eppure, prosegue Fritjof Capra, nemmeno l’idea opposta, quella didecrescita sembra in grado di accompagnarci verso quel «salto di paradigma» che l’odierno contesto di recessione globale rende non solo auspicabile, ma necessario.

L’economia, osserva Capra, è solo un aspetto di un tessuto ecologico e sociale complessivo nel quale si sta facendo largo una nuova visione d’insieme che, a dispetto di cifre, rating e disavanzi di bilancio, oppone una «qualitative growth» – una crescita qualitativa – ai troppi numeri che «vorrebbero imbrigliare la vita» in schemi e grafici.

Fisico teorico, studioso di teoria della complessità, Fritjof Capra è fortemente critico nei confronti di ogni “parcellizzazione” e “settorializzazione” del sapere.

leggi qui l’articolo integrale da Vita.it

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L’agricoltura urbana e il patrimonio culturale: un beneficio reciproco

L’agricoltura urbana costituisce un grande potenziale per la valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale. Ogni iniziativa di agricoltura urbana, in un paesaggio agrario sia aperto sia urbano, contiene un patrimonio di testimonianze materiali e di significati immateriali da trasmettere, in quanto il paesaggio agrario è una costruzione degli uomini che hanno usato e trasformato la natura in un lungo processo di lavoro durato secoli. Esso ha lasciato tracce, più o meno ampie e più o meno immediatamente leggibili, in tutto il paesaggio agrario contemporaneo sia tradizionale sia industrializzato (…).
La trasmissione e comunicazione delle conoscenze è fondamentale perché il ruolo di patrimonio comune si perpetui: l’agricoltura urbana professionale è utile alla trasmissione sia del patrimonio edificato sia di quello vegetale, e consente la trasmissione della qualità e filosofia di vita legata al mondo agricolo .

Anche l’orticoltura urbana costituisce un grande potenziale di trasmissione del patrimonio di conoscenze perché consente di dare continuità alle permanenze storiche attraverso la riproducibilità delle tecniche orticole: in tal senso la trasmissione delle conoscenze pratiche (che sono parte del patrimonio immateriale) può essere motore della manutenzione del patrimonio materiale ed avere ricadute positive sul patrimonio pubblico.


Il riconoscimento della finalità pubblica può divenire motore della istituzionalizzazione di forme di occupazione spontanea degli spazi, come nel caso degli orti condivisi a Milano e della iniziativa ColtivaMI che ha affidato la gestione di spazi incolti o abbandonati a gruppi di cittadini che se ne sono fatti volontariamente carico, oppure della legalizzazione degli orti abusivi (come nel caso dell’orto del Rey Moro a Siviglia).
Il riconoscimento del ruolo pubblico dell’azione di salvaguardia e trasmissione del patrimonio può infine dar seguito a finanziamenti per la creazione di nuovi posti di lavoro per il funzionamento dell’iniziativa stessa, come è avvenuto negli orti di Miraflores da parte del settore di partecipazione cittadina del comune di Siviglia, che ha confermato da alcuni anni il sostegno economico all’attività educativa.

Una ricerca di AgriRegioneEuropa

qui il testo integrale

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Coworking solidale, un nuovo spazio al Kilometro Rosso

Mercoledì 6 Aprile 2016 InNOVA ha incontrato Micaela Barni dell’Associazione Aeper che ci ha illustrato il progetto COWORKING SOLIDALE.

L’Associazione, aderendo al protocollo d’intesa P@sswork  (sottoscritto unitamente a CGIL Bergamo, Acli, Imprese e Territorio, AFP Patronato San Vincenzo, Cooperativa Sociale Patronato San Vincenzo, Ufficio per la Pastorale Sociale del Lavoro, Provincia di Bergamo e i Comuni di: Bergamo, Alzano Lombardo e San Giovanni Bianco), promuove il coworking solidale; un’azione che rappresenta una risposta alla mancanza di spazi per i giovani, con l’obiettivo di attivare collaborazioni e di agevolare la nascita di idee innovative al servizio della collettività, utilizzando le potenzialità del coworking unitamente a un modello di lavoro solidale, fondato sulla condivisione delle professionalità, sulla cooperazione e sulla valorizzazione del territorio.

Nella fattispecie è stato illustrato il progettto promosso unitamente al Comune di Bergamo e all’’Associazione Bergamo Smart City & Community presso il polo tecnologico del Kilometro Rosso. Il progetto, destinato a giovani tra i 18 ai 35 anni, si pone l’obiettivo di provare a rapportarsi con un contesto d’eccellenza, fornendo uno sguardo sulle forme e i modelli della Smart City di domani. Un coworking solidale, perché gratuito, e soprattutto dove le idee emergenti potranno ritornare al territorio ed essere messe a frutto in sinergia con le istituzioni.

Uno spazio che entra a far parte della rete P@sswork, nell’ambito della quale diversi spazi sono già stati aperti nella bergamasca (Toolbox CGIL di via Pignolo, il FabLab al Patronato San Vincenzo, lo spazio EcoWorking ad Almè, e altri due luoghi di coworking, a San Giovanni Bianco e Alzano Lombardo).

Per accedere al progetto è necessario rispondere al bando pubblicato sul sito www.bergamosmartcity.com  entro il 22 Aprile 2016.

qui il link del bando

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#DENTROFUORILEMURA vincitori e inaugurazione mostra

Domenica 3 Aprile 2016 nella suggestiva cornice della Sala di Porta Sant’Agostino a Bergamo Alta, si è svolta la premiazione dei finalisti del concorso fotografico #DENTROFUORILEMURA dedicato alle Mura di Bergamo, e organizzato da Arthaus in collaborazione con l’associazione Terra di S. Marco, InNova Bergamo e con il sostegno della Fondazione Credito Bergamasco, dell’Aeroclub G.Taramelli di Bergamo ed il patrocinio del Comune di Bergamo.

28 i finalisti su 170 concorrenti che hanno inviato la loro visione delle mura di Bergamo, confrontandosi su due temi : Relazione in movimento e Nuovi punti di vista sulle mura. Istantanee di vita quotidiana e nuovi punti di vista che rappresentano le città di tutto il mondo.

Sul podio si sono classificati:

Alessandra Melacarne (primo posto, con Come d’incanto).

Klaus Dell’Orto (secondo posto, con Rosso tra le mura) e

Giovanni Rigamonti (terzo posto, con Sentinelle luminose)

Seguono poi, tra il quarto e il settimo posto, Marina Todisco, Debora Martina, Walter Corna, e, ex aequo, Fabrizio Maestroni, Giovanni Bacis e Matteo Comotti.

Il successo dell’iniziativa è stato ampiamente confermato dalle numerose persone presenti alla cerimonia, tra cui il sindaco Giorgio Gori, che ha premiato i vincitori, il consigliere delegato per Città Alta Roberto Amaddeo e il presidente di InNOVA Bergamo Maurizio Betelli.

Grazie a tutti coloro che hanno partecipato e che con passione hanno supportato la candidatura delle Mura di Bergamo come patrimonio dell’Umanità UNESCO.  Bergamo è una città dalle grandi potenzialità che oggi più che mai può esprimerle grazie al contributo di tutti coloro che la vivono e la amano.

Le installazioni sono esposte nella Sala di Porta Sant’Agostino fino al prossimo 15 aprile con i seguenti orari:

mattina 10,30-12,30

pomeriggio 16,30-19,30

qui tutte le foto dei finalisti

qui la locandina mostra

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InNOVA incontra ArtiLab

Il 2 marzo 2016 Innova è stata ospite del Gruppo Giovani Artigiani Bergamo presso lo spazio ArtiLab.

ArtiLab e’un progetto che ha l’obiettivo di diffondere la cultura artigiana e l’arte del saper fare riqualificando quegli spazi urbani dismessi per poi restituirli alla cittadinanza con eventi di vario genere, affinché ne giovi il territorio, uno spazio commerciale di circa 250 metri quadrati che i giovani artigiani hanno trasformato in un vero e proprio laboratorio artigiano interattivo, fondendo tradizione, tecnologia e multimedialità.

 Il locale, ristrutturato con l’utilizzo di materiali ecosostenibili, è il punto di riferimento per una serie di iniziative e laboratori dell’artigianato che coinvolgono studenti, imprenditori, professionisti e cittadini. Grande spazio alle nuove tecnologie: all’interno della bottega artigiana è allestita un’area in cui sono proiettati giochi multimediali e interattivi per i bambini e una vetrina interattiva touch-screen che consente ai passanti, digitando sul vetro, di interagire e consultare il programma.

L’incontro, maturato nell’ambito del progetto ‘database Buone Prassi’, si è rivelato un importante momento di condivisione di visioni che ci siamo ripromessi di sviluppare congiuntamente.

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Innovatevi culturalmente

In quale senso si innova? Cosa? A partire da quali condizioni? Che cosa sarebbe “cultura”? Si tratta delle premesse implicite della questione e va fatto notare che gli umanisti non sono stati in grado di rispondere a nessuna di queste domande, negli ultimi decenni. Ciò è vero, se e solo se riteniamo di applicare all’ambiguo termine, ovvero “umanista”, gli agi della condizione di cui ha goduto l’umanismo in epoca novecentesca, la quale ancora non è del tutto terminata, se si pone proprio il problema dell’innovazione culturale. Il secolo che porta ad applicabilità la trasformazione del biologico (per come si è inteso il biologico) sembra candidare le anime di chi reclama per sé uno stile o più stili, una tradizione, un canone, secondo un’idea assai limitata di trivio e quadrivio. È lo stesso secolo in cui la cosiddetta cultura umanistica ritiene di vedere strutturalmente i fenomeni psichici e quelli suppostamente mondani, come il letterario, quando le strutture profonde sono il pane di altri saperi che stanno conducendo ad accelerazione il processo di indifferenziazione tra psichico e mondano.

Se non si comprende che l’accelerazione dei processi è, di fatto, il processo, non si riuscirà a comprendere la prospettiva in cui si è posta la questione culturale nel passaggio d’epoca che viviamo. Viviamo sempre passaggi d’epoca, tuttavia questo che stiamo vivendo è un po’ più passaggio d’epoca di altri.

leggi qui l’articolo integrale di Giuseppe Genna.

 

"L'Associazione ha come scopo principale lo sviluppo di iniziative volte al miglioramento, alla tutela e alla valorizzazione dell'ambiente urbano di Bergamo, nella sua più ampia accezione, territoriale, urbanistica, paesaggistica, economica, culturale e sociale. Obiettivo primario dell'Associazione è il miglioramento delle condizioni ambientali di vita della comunità bergamasca e dunque dei cittadini e di tutti i residenti" – STATUTO Art. 2